Sportello di Assistenza ed Informazione Agricola (S.A.I.A)

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Fertilizzazione ed impatto ambientale

1. Premessa

Con il termine fertilizzazione si intende l’utilizzo di sostanze che, per le loro caratteristiche sia chimiche che fisiche o biologiche, contribuiscono al miglioramento della fertilità agronomica in quanto migliorano la funzione di nutrizione del terreno e la sua stessa abitabilità.

Fertilizzante è quindi una qualsiasi sostanza che somministrata al terreno è in grado di agire positivamente sulla fertilità in generale.

I fertilizzanti, a seconda dell’azione esplicata, vengono così suddivisi:

Il concime è qualsiasi sostanza, naturale o sintetica, organica o minerale, in grado di fornire alle colture gli elementi chimici della fertilità necessari allo svolgimento del loro ciclo vegetativo e riproduttivo (nutrizione).

L’ammendante è qualsiasi sostanza, naturale o sintetica, organica o minerale, capace di modificare le caratteristiche fisiche del terreno come la tessitura o la struttura.

Il correttivo è qualsiasi sostanza, naturale o sintetica, organica o minerale, capace di modificare la reazione o pH del terreno.

 

2. Concimi e loro classificazione

Il valore di fertilizzazione del concime è legato alla presenza di uno o più elementi chimici di seguito classificati:

L’azoto, il fosforo ed il potassio sono detti elementi principali in quanto sono assorbiti dalle piante sempre in grande quantità e generalmente nel terreno sono presenti in quantità non sufficiente a garantire produzioni elevate.

I concimi, in base alla loro natura, vengono classificati in:

 

3. Le funzioni di nutrizione degli elementi principali

Le piante, attraverso i peli radicali, assorbono gli elementi nutritivi sotto forma di sali disciolti nella soluzione circolante del terreno.

La scarsità degli elementi principali rappresenta il fattore di nutrizione che limita in maniera preponderante la produzione vegetale, per cui la concimazione si basa fondamentalmente sull’apporto de seguenti tre elementi.

 

Azoto

L’azoto è un elemento plastico fondamentale per la vita dei vegetali. Esso esercita una forte azione di stimolo sulla crescita delle piante in quanto la buona disponibilità dello stesso determina una crescita rapida della vegetazione e la produzione di un ampio apparato radicale. L’azoto quindi rappresenta il fattore della nutrizione che più determina i livelli produttivi.

Un eccesso nell’impiego di questo elemento può determinare diversi effetti negativi tra i quali meritano di essere segnalati:

L’azoto nel terreno è presente in forma organica, ammoniacale e nitrica e queste forme hanno un valore nutritivo differente.

La quantità di concimi azotati da somministrare sul terreno varia in relazione a diversi fattori:

 

Fosforo

Anche il fosforo è un elemento principale e proprio per questo rappresenta un elemento di fondamentale importanza per la vita dei vegetali. Nelle piante lo si ritrova:

Il fabbisogno fosforico nelle piante giovani è molto elevato e, in maniera opposta all’azoto, rappresenta un fattore di precocità. Esso infatti favorisce ed accelera i fattori legati ala fioritura, alla fecondazione ed alla maturità.

Il contenuto di fosforo nel terreno varia moltissimo in quanto lo si trova in varie forme con valore agronomico differente:

Le perdite di fosforo, a causa della scarsa mobilità, sono dovute essenzialmente all’asportazione effettuata dall’apparato radicale delle colture ed alle insolubilizzazioni derivanti dalle combinazioni minerali che si attuano nel terreno a causa di determinati fattori (elevato calcare, pH anomalo, ecc.).

Gli eccessi di concimazioni fosfatiche determinano anche in questo caso dei problemi di varia natura nelle piante:

 

Potassio

Il potassio, nella composizione chimica dei tessuti vegetali, viene subito dopo l’azoto e prima del fosforo ed è un elemento regolatore fisiologico di una grande quantità di processi. Esso esalta la produzione delle piante soprattutto dal punto di vista qualitativo ed una sua carenza determina:

E’ un elemento poco solubile e poco dilavabile. Nel terreno il potassio lo si trova sotto varie forme:

 

5. Impiego di fertilizzanti e problemi ambientali

In questi ultimi anni l’impiego degli elementi nutritivi ha mostrato un trend altalenante.

Il consumo di elementi fertilizzanti è prevalentemente concentrato nelle regioni del Nord ed in quelle Centrali dell’Italia, mentre le regioni del Sud, con eccezione della Campania, consumano in media quantitativi più bassi per ettaro. La Sardegna poi, a causa della netta preponderanza dei pascoli, presenta il più basso livello di impiego di elementi fertilizzanti.

Tra gli elementi fertilizzanti, quelli azotati e potassici hanno evidenziato un netto aumento nel loro impiego per ettaro.

Si consideri la seguente tabella avente ad oggetto il consumo di elementi fertilizzanti nel periodo intercorrente tra il 1990 ed il 1997

 

Fonte: Relazione sullo stato dell’ambiente, elaborazione ENEA su dati ISTAT, Statistiche dell’agricoltura.

 

Il consumo è espresso in kg/ha ed i dati si riferiscono al contenuto in elementi fertilizzanti non tenendo conto del peso complessivo.

Oggi l’agricoltura viene chiamata in causa come una responsabile dei danni all’ambiente.

Tramite le concimazioni azotate vengono rilasciati nitrati nelle falde acquifere ed ossidi di azoto nella stratosfera, interferendo così sul chimismo dell’ozono. In particolare, il sovraccarico ambientale di azoto si verifica nel momento in cui gli apporti con le concimazioni superano la capacità di metabolizzazione da parte della vegetazione e della microflora terricola. Da qui la necessità di limitare l’impiego di azoto solo per le quantità assorbibili dalla vegetazione ed apportarlo solo vicino ai momenti di intenso assorbimento da parte delle colture.

Per eliminare ulteriori rischi di inquinamento ambientale bisognerebbe altresì impiegare concimi minerali contenenti azoto in forma non prontamente dilavabile (nitroammoniacale).

Alla concimazione fosfatica sono correlati fenomeni rilevanti di eutrofizzazione dei corpi idrici, laddove con il termine eutrofizzazione di intende un particolare tipo di inquinamento conseguente all’accumulazione nelle acque di forti quantità di fosfati sotto forma di fertilizzanti ed al conseguente sviluppo di organismi microscopici, quali le alghe, che proprio nei fosfati trovano una delle principali sostanze nutritive (in particolare, le alghe, diventate abbondanti sulla superficie delle acque, allorché muoiono si depositano sul fondo e vengono decomposte dai batteri; tale processo di decomposizione, determinando un forte consumo di ossigeno, provoca la morte per ipossia degli altri organismi acquatici, con conseguente eutrofizzazione del corpo idrico interessato dal fenomeno).