Sportello di Assistenza ed Informazione Agricola (S.A.I.A)

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Malattie della vite e sua difesa

Le malattie della vite possono essere inquadrate facendo riferimento alle varie fasi fenologiche, in maniera tale da compiere tutte quelle operazioni che nel corso dell’annata si rendono necessarie in relazione alle diverse avversità che possono colpire i vitigni.

1. La fase di riposo vegetativo

Il periodo che corrisponde al riposo vegetativo della vite è denominata fase delle gemme dormienti.

In questo periodo, le malattie che vanno attenzionate sono quelle causate dalle Cocciniglie e dai Bostrici.

Varie sono le Cocciniglie responsabili di causare danni alla vite:

La femmina della Cocciniglia cotonosa presenta un corpo ricoperto di cera ed è lunga circa 3 mm.

Sverna come femmina e si possono avere dalle due alle sei generazioni l’anno.

La Cocciniglia cotonosa colpisce normalmente il ceppo, i cordoni permanenti ed i tralci e, con l’avanzare dei mesi, può determinare la caduta delle foglie previo disseccamento, produzione della melata ed infestazione dei grappoli.

I controlli per individuare l’eventuale presenza di questa Cocciniglia constano nello scortecciamento invernale, da effettuarsi mediante la rimozione delle porzioni distaccate del ritidoma.

Accertata la presenza di questi parassiti, bisogna intervenire antecedentemente l’ingrossamento delle gemme con olio bianco (2,8 kg/hl). Nel caso l’infestazione si presenti limitata ad alcune piante si può intervenire solo in quelle colpite.

Dovranno essere effettuate delle irrorazioni localizzate primaverili ed estive contro le neanidi con prodotti specifici.

Tra i Bostrici vanno menzionati:

Il Sinoxylon sexdentatum presenta un adulto lungo circa tre-cinque mm., di colore nero, che sverna nei ceppi o nei sarmenti vecchi. Riesce a compiere una generazione l’anno.

Gli adulti scavano gallerie alla base delle gemme e le femmine depongono le uova in gallerie scavate nei tralci.

I controlli devono essere effettuati durante la potatura controllando la presenza di fori con adulti svernanti.

Sono possibili frequenti rotture dei tralci in corrispondenza dei fori presenti alla loro base.

Accertata la presenza di questo parassita è indispensabile eliminare i tralci tagliati con il fuoco. In particolare, si dovranno predisporre dei tralci-esca alla base dei ceppi, distribuendone uno ogni 18 metri di filare. Questi tralci-esca, nei quali le femmine andranno a deporre le uova, dovranno essere quindi bruciati verso la fine del mese di giugno.

 

2. La fase di ripresa vegetativa iniziale

La ripresa vegetativa iniziale è caratterizzata dalla fase delle gemme cotonose, cioè la comparsa di un feltro ricoprente le gemme appena ingrossate.

In questo periodo, le malattie che vanno attenzionate sono quelle causate dalle Nottue e dalla Zigena.

Le Nottue responsabili di malattie a danno della vite sono:

L’adulto di Noctua pronuba presenta dimensioni medie con ali anteriori brune o grigie.

Le larve presentano un tegumento di colore grigio-giallastro e hanno dimensioni di circa 50 mm. Tale specie consta di 1-2 generazioni l’anno e lo svernamento viene effettuato dalla larva.

Gli organi attaccati sono le gemme la comparsa degli adulti si ha nel periodo compreso tra i mesi di aprile e di giugno.

I controlli che bisogna effettuare consistono nel verificare la presenza di gemme svuotate sui tralci, in particolar specie quelli più vicini al ceppo o sui cordoni permanenti bassi.

Nel caso di riscontrata presenza del lepidottero bisogna intervenire tempestivamente sulle larve giovani con formulati liquidi a base di piretroidi; contro le larve mature bisogna impiegare esche avvelenate con methomyl.

Il campionamento dei voli può essere attuato sia con trappole a ferormoni che con lampade.

In caso di basse infestazioni viene consigliata la raccolta manuale delle larve.

In linea generale bisogna intervenire quando si riscontrano danni che interessano più del 3% delle gemme nelle forme di allevamento basse e più del 5% nelle altre forme di allevamento della vite.

La Zigena (Theresimima ampelophaga) presenta un adulto di colore bruno con ali anteriori anch’esse brune.

Compie 1 – 2 generazioni l’anno e la larva sverna nel midollo degli internodi che viene esposto con i tagli di potatura.

Gli organi colpiti sono le gemme che vengono erose dalle larve.

Il controllo viene effettuato verificando l’eventuale presenza di gemme colpite su circa 25 ceppi per ettaro, conteggiando il numero di larve eventualmente riscontrato.

Quando i danni vengono riscontati su almeno il 2% delle gemme bisogna intervenire. Il principio attivo è il Bacillus thuringiensis var. kurstaki (120 g/hl).

Nel caso di infestazioni circoscritte il trattamento dovrà essere effettuato solo sulle piante interessate.

 

3. La fase degli abbozzi fogliari

Nel momento in cui compaiono le prime foglioline che emergono dalle gemme si ha la fase degli abbozzi fogliari.

In questa fase le malattie che potrebbero colpire la vite sono L’Escoriosi e l’Eriofide.

L’Escoriosi della vite (Phomopsis viticola) è causata da un fungo.

Verso la base dei tralci si evidenziano delle tacche che possono evolvere in lesioni fessurate, necrosi, escoriazioni del ritidoma e comparsa di picnidi.

Gli organi maggiormente attaccati sono i germogli ed i tralci colpiti si possono rompere alle più lievi sollecitazioni.

I controlli che devono essere eseguiti si basano sulla valutazione dei rischi di infezione in relazione alle infestazioni dell’anno precedente sui tralci.

Contro questa malattia le misure più efficaci sono quelle basate sulla prevenzione e cioè:

 

Bisogna intervenire con principi attivi quali il Metiram (80%, 430 g/hl), lo zolfo polverulento (90%, 35 g/ha), Mancozeb (80%, 400g/hl), sugli abbozzi fogliari o allo spiegamento delle prime due foglioline.

L’utilizzo di tali prodotti deve essere effettuato solamente nei vigneti interessati dalla malattia in questione affinché possano essere prevenute nuove infezioni.

Il trattamento deve essere ripetuto dopo circa una decina di giorni. Gli eventuali trattamenti contro la peronospora e l’oidio sono efficaci anche contro l’Escoriosi.

L’Eriofide (Colomerus vitis) è un acaro che compie 6-7 generazioni l’anno e l’adulto sverna sotto le perule delle gemme.

Gli organi colpiti sono le foglioline in via di formazione. Su queste compaiono delle galle con la superficie convessa rivolta verso la pagina superiore delle foglioline.

I trattamenti da eseguire dovranno utilizzare come principio attivo il bromopropilato (25%, 200g/hl) ma anche i trattamenti con zolfo risultano efficaci.

Se sono stati evidenziati nella stagione precedente intensi attacchi di questo eriofide è consigliato intervenire affinché non si abbiano ritardi nella ripresa vegetativa.

 

4. La fase delle foglie distese

Il periodo caratterizzato dai corti germogli con le prime foglioline distese coincide con la fase delle foglie distese.

In questa fase, le malattie che vanno attenzionate sono quelle causate da:

 

Sia la Zigena che le Nottue attaccano le foglie ed i giovani germogli. Le linee di difesa, i controlli ed i principi attivi per combattere questi parassiti sono stati trattati precedentemente, per cui verranno esaminate le rimanenti fitopatologie.

L'oidio (Uncinala necator) appartiene agli ectoparassiti. Il micelio si fissa ai tessuti delle foglie e dei germogli tramite gli appressori ed in seguito penetra all'interno delle cellule con gli austori attraverso i quali preleva gli elementi nutritivi necessari.

Le foglie ed i germogli attaccati dal fungo tendono a necrotizzare.

Le condizioni favorevoli per il suo sviluppo si hanno con temperature comprese fra i15 ed i 18° C ed umidità  superiore al valore di 23%.

I controlli consistono nella valutazione della frequenza con cui gli attacchi di oidio si sono verificati e quando si è interessati da infezioni precoci bisogna intervenire già nelle primissime fasi vegetative.

Per la difesa antioidica lo zolfo costituisce un prodotto di copertura di estrema importanza.

I principi attivi infatti sono zolfo bagnabile (80%, 450 g/hl), zolfo micronizzato (80%, 300 g/hl), zolfo polverulento (90%, 35 Kg/ha), zolfo colloidale (80%, 180 g/hl), Ampelomices quisqualis (AQ 10, 33 g/ha).

Il marciume nero è una malattia a carattere endemico.

Quando colpisce le foglie esse si presentano con molte aree necrotizzate ed all’interno delle zone necrotiche si possono evidenziare dei piccoli punti nerastri che corrispondono ai picnidi.

I vigneti colpiti da questo fungo dovranno essere soggetti a trattamento per evitare nuove infezioni con cadenza settimanale.

I principi attivi da impiegare sono l’Azoxistrobin (25%, 80 g/hl) ed il Mancozeb (80%, 400 g/hl).

E’ necessario controllare nel vigneto la presenza del fungo su tralci lignificati, su residui di foglie e grappoli disseccati ed asportali o interrarli.

Il Tripide  Drepanothrips reuteri  presenta 2 generazioni l’anno e l’adulto sverna sotto la corteccia.

Attacca le nuove foglioline emesse e l’asse dei germogli determinando sulle foglie decolorazioni, necrosi, lacerazione della lamina fogliare sino ad arrivare alla filloptosi.

Bisogna intervenire solo con livelli di infestazione pari a 3 tripidi per foglia ed utilizzando come principio attivo il Clorpirifos-metile (22,1%, 160 g/hl).

E’ possibile anche lo scortecciamento ed i trattamenti invernali utilizzando il polisolfuro di calcio al 6%.

Il ragnetto giallo attacca le foglie e la femmina depone le uova sulla pagina inferiore delle foglie. Sono le femmine a svernare sotto il ritidoma. Si hanno 7-8 generazioni l’anno.

Sulle foglie questi acari determinano deformazioni e nei casi più gravi ed in attacchi tardivi necrosi, arrossamenti e caduta delle foglie.

Bisogna intervenire nel caso in cui le foglie colpite da questi acari supera la soglia del 60% ed i principi attivi da utilizzare sono il Fenpiroximate al 5% ed il Tebufenpirad al 25%.

Contro le uova è possibile impiegare il Clofentezine (42%, 35 g/hl).

Il ragnetto rosso dei fruttiferi provoca clorosi od arrossamenti sulle foglie a seconda se si tratti di vitigni ad uva bianca o rossa.

La crescita delle foglie è molto ridotta nel caso di attacco precoce, mentre nei casi di attacchi gravi si ha filloptosi. La difesa si può ritenere la stessa per quella del ragnetto giallo.

 

5. La fase dai grappoli visibili ai grappoli separati

Il periodo che va dal veloce accrescimento dei germogli alla formazione di giovani grappoli differenziati coincide con la fase da grappoli visibili a grappoli separati.

In questa fase, le malattie che vanno attenzionate sono quelle causate da:

 

In questa fase Uncinula necator attacca le foglie ed i giovani grappoli mentre il ragnetto rosso dei fruttiferi ed il ragnetto giallo attaccano solo le foglie.

Le linee di difesa, i controlli ed i principi attivi per combattere questi parassiti sono stati trattati precedentemente, per cui verranno esaminate le rimanenti fitopatologie.

La peronospora è una malattia causata da un fungo che colpisce sia le foglie che i grappoli.

Il fungo si sviluppa dentro il mesofillo fogliare ed è proprio il disfacimento di tale tessuto che permette di osservare sulla pagina superiore delle foglie delle decolorazioni circolari gialle note come "macchie d’olio".

In corrispondenza di queste zone giallastre, sulla pagina inferiore della foglia, si formeranno delle muffe bianche. Le infezioni primarie solitamente si hanno quando viene soddisfatta la regola dei tre dieci:

 

I controlli si basano sul controllo dei livelli di temperatura, dei valori di precipitazione e della lunghezza dei germogli, affinché possa essere previsto l’inizio delle infezioni e possa essere calcolata la durata del periodo di incubazione.

Le linee di difesa sono varie; gli interventi profilattici si basano sull’allevamento di piante in forme alte, eliminazione dei ristagni d’acqua, interramento con lavorazioni opportune delle foglie presenti sul terreno.

Nel caso di lotta chimica potranno essere impiegati molti principi attivi fra cui il Metiram (80%, 220 g/hl), la poltiglia bordolese (20%, 600 g/hl), Azoxistrobin (25%, 75 g/hl) ed il  Famoxadone+mancozeb (80 g/hl).

Gli interventi chimici potranno essere sia preventivi che curativi con turni di circa 10 giorni. Nelle prime fasi vegetative non è auspicabile l’impiego di rame.

Le cicaline attaccano le foglie ed i controlli si basano sull’osservazione della pagina inferiore delle foglie della vite per verificare l’eventuale presenza di forme sia giovanili che adulte.

In caso di loro presenza bisognerà conteggiare il numero di parassiti per foglia in quanto un intervento chimico è giustificato solo quando si ha la presenza di minimo due individui per foglia.

I principi attivi consigliati sono il buprofezin (25%, 0,80 Kg/hl), l’Azadiractina (3%, 100 g/hl), Piretrine (8%, 200 g/hl) ed il Clorpirifos (75%, 70 g/hl). Gli interventi comunque vanno eseguiti preferibilmente nelle prime ore mattutine in quanto, in questi orari, le cicaline sono molto poco mobili.

La metcalfa attacca le pagine inferiori delle foglie, i germogli ed i grappoli. Produce una grande quantità di melata e secrezioni cerose che agevola la comparsa della fumaggine.

I controlli si basano sul rilevamento del numero medio di neanidi sulle foglie più vicine al ceppo e gli interventi chimici sono giustificati se si rileva la presenza di almeno 3 neanidi per foglia. I principi attivi sono gli stessi di quelli utilizzati per le cicaline.